Ti è mai capitato di guardare la busta paga e pensare, “Aspetta, questo importo da dove salta fuori”? Con l’ex Bonus Renzi, oggi chiamato trattamento integrativo, succede spesso: sembra semplice, ma basta un cambio di reddito, un conguaglio o una detrazione diversa e l’importo che ricevi può cambiare, oppure sparire.
Cos’è davvero il trattamento integrativo nel 2026
Nel 2026 la misura resta strutturale per molti lavoratori dipendenti e, quando spetta per intero, vale fino a 100 euro al mese, cioè 1.200 euro annui. La differenza rispetto a come molti lo ricordano è questa: non è un “regalo uguale per tutti”, ma un meccanismo agganciato all’imposta e alle detrazioni, con soglie aggiornate (anche per effetto di inflazione e indici Istat).
In pratica, lo vedi di solito in busta paga, ma il verdetto finale arriva spesso a fine anno con il conguaglio.
Le nuove soglie di reddito 2026, cosa cambia e quanto prendi
Le soglie aggiornate 2026 fissano quattro fasce, e qui sta il punto: non conta solo il reddito, conta anche se hai “capienza” fiscale, cioè se l’imposta lorda è sufficiente.
| Reddito annuo | Spetta? | Importo | In parole semplici |
|---|---|---|---|
| 0 – 8.173 euro | No | 0 | Sei incapiente, l’imposta lorda non basta |
| 8.174 – 15.000 euro | Sì | 100 euro/mese | Spetta pieno, tipicamente automatico |
| 15.001 – 28.000 euro | Sì, ma non sempre | Variabile | Solo se detrazioni > imposta lorda |
| Oltre 28.000 euro | No | 0 | Il beneficio si azzera |
Una nota che confonde molti: la no tax area è spesso indicata intorno agli 8.500 euro, però l’avvio del trattamento integrativo è a 8.174 euro, per allineamento tecnico con le detrazioni da lavoro dipendente. È uno di quei dettagli “da carta” che poi, in busta, fa differenza.
La fascia “trabocchetto”: 15.001 – 28.000 euro
Qui succede la cosa più interessante, e anche la più facile da fraintendere. In questa fascia il bonus non è fisso, si calcola così:
- si guarda l’IRPEF lorda (cioè l’imposta prima degli sconti),
- si guardano le detrazioni da lavoro dipendente,
- se le detrazioni superano l’imposta lorda, ti spetta un importo pari alla differenza, diviso per 12 mesi.
Esempio rapido: se la differenza è 240 euro, il trattamento integrativo annuo sarà 240 euro, cioè 20 euro al mese circa. Questo è il motivo per cui due colleghi con redditi simili possono vedere cifre molto diverse.
(Per orientarti sul concetto di imposta, trovi un riferimento utile su IRPEF.)
A chi spetta, e chi resta fuori
La regola pratica è piuttosto netta:
- Sì, in generale, ai lavoratori dipendenti.
- In alcuni casi può entrare anche in dichiarazione (per esempio con NASpI tramite 730, a seconda delle condizioni).
- No a pensionati, autonomi e soprattutto agli incapienti (redditi molto bassi senza imposta sufficiente).
Erogazione in busta paga e conguaglio: perché gennaio può “pungere”
Di solito il datore di lavoro lo riconosce mensilmente in busta paga. Però a fine anno, o a inizio anno successivo, arriva la verifica: il famoso conguaglio fiscale.
Qui scatta l’“allerta” più concreta: se nel 2025 hai ricevuto importi non dovuti (per aumento reddito, cambio lavoro, bonus non aggiornato, detrazioni diverse), a gennaio 2026 potresti trovare uno stipendio più basso per il recupero.
Cosa succede se devi restituire?
- Se l’importo da recuperare è superiore a 60 euro, in genere può essere rateizzato fino a 8 rate.
- Se la tua situazione cambia durante l’anno (straordinari, premi, secondo lavoro), il rischio conguaglio aumenta.
Come controllare in modo semplice (senza impazzire)
Se vuoi evitare sorprese, io farei così:
- Controlla in busta paga imponibile, detrazioni e voce del trattamento integrativo.
- Se sei vicino alle soglie (15.000, 28.000), tieni d’occhio il reddito annuale stimato.
- Valuta una simulazione con CAF o consulente, soprattutto se hai più CU.
- Se prevedi di non averne diritto o ti conviene evitarlo, puoi chiedere la rinuncia al datore di lavoro (meglio che restituire dopo).
Attenzione a non confonderlo con altre misure 2026
Nel dibattito si parla anche di tagli IRPEF su alcune fasce, cuneo fiscale, esenzioni su straordinari, ma sono interventi diversi. Il trattamento integrativo resta una cosa specifica: 100 euro al mese al massimo, con soglie e calcoli precisi.
Alla fine, la risposta alla domanda che tutti si fanno è semplice: nel 2026 il bonus c’è, ma cambia davvero “faccia” a seconda del tuo reddito e delle tue detrazioni. E la busta paga, mese dopo mese, è la tua bussola migliore.




