Ti confesso che la prima volta che ho sentito parlare di questo incentivo ho pensato: “Sarà la solita detrazione lunga e complicata”. Poi ho scoperto che, in alcune regioni, la logica è diversa: un contributo a fondo perduto, con regole chiare e un obiettivo molto concreto, togliere di mezzo stufe e camini vecchi che inquinano e sostituirli con impianti più efficienti.
Perché ora si parla di “allarme” per stufe e camini datati
Molti apparecchi a legna o pellet installati anni fa (soprattutto caminetti aperti e stufe obsolete) hanno emissioni elevate e rendimenti bassi. Nelle aree più esposte al problema della qualità dell’aria, le regioni stanno spingendo la sostituzione, anche perché un impianto moderno di classe alta consuma meno e scalda meglio, con meno fumo e meno manutenzione “imprevedibile”.
Il risultato è un bonus che, in alcuni casi, arriva fino a 8.000 euro, ma solo se si rispettano requisiti e tempi.
Il bonus fino a 8.000 euro: come funziona davvero
Questo incentivo, attivo in aree come l’Emilia-Romagna, è un contributo regionale a fondo perduto finanziato dal Ministero dell’Ambiente con circa 10 milioni di euro. Non è una detrazione fiscale da recuperare in anni, ma un sostegno diretto, di solito con fondi limitati, procedure a sportello o graduatoria e istruttoria documentale.
È pensato per persone fisiche che sostituiscono un impianto inquinante con uno nuovo e più efficiente, per esempio dispositivi 5 stelle o pompe di calore.
Quanto puoi ottenere: massimali principali
Ecco i tetti massimi più citati nei bandi di questo tipo (attenzione, importi e condizioni possono variare per regione):
| Nuovo impianto installato | Contributo massimo |
|---|---|
| Caldaia a legna | 8.000 euro |
| Caldaia a pellet | 7.000 euro |
| Pompe di calore | 6.000 euro |
| Termocamini, termostufe, termocucine (collegati a impianto) | 5.000 euro |
| Camino a legna/pellet | 4.000 euro |
| Stufa a legna/pellet | 3.000 euro |
In pratica, più l’intervento è strutturale (ad esempio una caldaia che serve l’impianto), più sale il massimale.
Requisiti tipici: cosa controllare prima di comprare
Qui si decide tutto, perché l’errore più comune è acquistare e installare, poi scoprire che il bando non era retroattivo.
Di solito serve:
- Essere proprietario dell’immobile in Italia (spesso sono richieste anche residenza o altri dettagli anagrafici).
- Sostituire apparecchi specifici, come caminetti aperti, stufe o caldaie a legna/pellet datate.
- Installare un nuovo impianto efficiente (spesso rendimento ≥ 85%, classe 4 o 5 stelle, conformità alle norme sulle emissioni).
- Fare la rottamazione documentata del vecchio generatore, con tracciabilità dell’intervento.
- Affidarsi a un tecnico qualificato che rilasci la Dichiarazione di Conformità e aggiorni il libretto impianto.
Il punto chiave: la rottamazione (e le prove)
La parola che devi tenere in mente è tracciabilità. Significa che servono prove verificabili, per esempio:
- Documenti dell’impianto esistente, foto e dati identificativi.
- Smaltimento o conferimento secondo le regole, con attestazioni.
- Fatture e pagamenti tracciati.
- Dichiarazioni tecniche post installazione.
Se manca un pezzo, l’incentivo può saltare anche se il lavoro è perfetto.
Alternative 2025-2026: Conto Termico, bandi locali e detrazioni
Se il bando regionale è chiuso o i fondi finiscono, non tutto è perduto:
- Conto Termico 2.0: rimborso fino al 65% (e in alcuni casi fino all’80%) per sostituzioni con generatori certificati a biomassa, pompe di calore o caldaie idonee. Spesso l’accredito arriva in tempi rapidi, oppure in rate se l’importo supera una certa soglia.
- Bandi regionali aggiuntivi: alcune regioni pubblicano finestre con requisiti specifici (talvolta con vincoli ISEE o comuni aderenti).
- Ecobonus e detrazioni: in certi casi restano opzioni al 36-50% fino al 31/12/2026, ma richiedono sostituzione e requisiti tecnici.
Come muoverti senza inciampare
Se vuoi sfruttare davvero il bonus, la sequenza “sicura” è questa: verifica bando attivo nella tua regione, fai un sopralluogo tecnico, presenta domanda (se richiesta prima dell’installazione), poi ordina e installa. Sembra banale, ma è il dettaglio che fa la differenza tra un contributo ottenuto e un’occasione persa.




